Forse sarò ignorante, forse la materia non è di mia conoscenza o
addirittura per me incomprensibile, oppure perchè milioni di
Italiani (e non solo) hanno il mio stesso problema, ma certamente
quello che sta accadendo in questo periodo è qualcosa di veramente
inverosimile ed inaccettabile.
Tutti noi stiamo guardando impotenti e senza armi di difesa, quello
che i petrolieri stanno facendo alle casse di noi poveri cittadini,
quello che i petrolieri ci stanno togliendo dal nostro portafogli e
come lo stanno facendo, ma è arrivato il momento di dire BASTA ! ! !
! ! ! !
Non sarò sicuramente io a spiegare il problema, non sarò sicuramente
io a trovare una soluzione al problema, ma io come altre centinaia
di persone, ho voluto dare il mio contributo all'informazione
scrivendo questa opinione e cercando di divulgarla a quanta più
gente possibile per cercare di trovare insieme, il metodo per
capirci meglio e come fare a spendere meno per la benzina o il
diesel che ogni giorno acquistiamo per far andare avanti le nostre
auto, le nostre moto o tutti i veicoli che con la benzina si devono
muovere.
Questa mattina ascoltando la radio ho ascoltato l'idiozia di un
conduttore radiofonico di Radio Company che spiegava a modo suo il
problema: il conduttore si era soffermato sul perchè il prezzo della
benzina rimane invariato nonostante che in questo periodo il costo
del petrolio al barile è diminuito sensibilmente rispetto a qualche
settimana fa.
In effetti il costo del barile qualche settimana fa si aggirava a
più di 150 $ mentre ieri il prezzo era di circa 126 $, allora perchè
(si chiedeva il conduttore) il prezzo della benzina al distributore
non cala? E ancora: come mai quando il prezzo del petrolio al barile
aumenta, aumenta anche il costo della benzina e mentre quando cala
il prezzo al distributore rimane invariato?
Ecco da lui stesso la possibile risposta data insieme alla sua
collega conduttrice anche lei (insieme hanno detto più cazzate in
pochi minuti, che tutta la sinistra Italiana che ha governato negli
ultimi quasi 2 anni) :
"il perchè sta nel fatto che i petrolieri prima di abbassare il
prezzo della benzina al distributore, devono prima finire le scorte
di petrolio acquistato a prezzo alto, in modo tale che una volta
esaurito, si può abbassare il prezzo finale".
Ma che cazzata pazzesca è questa?
Allora cosa vuol dire che la mia azienda quando cambia i prezzi ai
prodotti in vendita, attende che finisca le scorte nel magazzino?
Questa non è la risposta corretta e non merita neanche di essere ne
presa in considerazione ne di essere commentata, questo a mio
avviso.
La vera risposta non la conosco neanche io altrimenti avrei potuta
scriverla e lasciato che altri la commentassero, ma invece sono qui
per cercarla insieme.
Dando uno sguardo ai diversi blog in circolazione sul web, la
maggior parte prendevano in considerazione il famoso blog di Beppe
Grillo da cui (non so se è vero o meno) proviene una notizia che sta
facendo il giro del web da oramai più di un anno, la lettera in
poche parole, spiega che per far abbassare il prezzo bisognerebbe
fare benzina nei distributori che non sono di proprietà delle più
grosse compagnie petrolifere quali Esso e Agip.
Sempre on line ho trovato il perchè quella notizia è una bufala, e
qui riporto testuali commenti dal sito
http://www.attivissimo.net/antibufala/caro_benzina-
/caro_benzina.htmAvvertenza:
c'è boicottaggio e boicottaggio
Gli appelli descritti qui non vanno confusi con
un'altra iniziativa di boicottaggio riguardante la benzina, quella
promossa intorno al 2002 da Greenpeace contro Esso (Exxon), che
assolutamente non era una bufala ed aveva tutt'altro significato e
spessore. Non vorrei che qualcuno, leggendo una riga sì e una no
della mia indagine antibufala, pensasse che tutte le forme di
boicottaggio che girano intorno al petrolio siano bufale (e magari
che io sono al soldo delle compagnie petrolifere; capita anche
questo).
La differenza fondamentale e abissale fra l'appello di Greenpeace e
le campagne come "boicotta Esso e Shell per dimezzare il prezzo
della benzina" e simili sta nelle motivazioni e nell'efficacia:
mentre le seconde hanno un obiettivo egoista e oltretutto
impossibile per motivi fiscali (si vuole pagare meno la benzina
soltanto per essere liberi di rombare con il macchinone, ed è il
Fisco il principale responsabile del prezzo del carburante),
l'invito al boicottaggio della Esso fatto da Greenpeace aveva una
motivazione etica ed ottime possibilità di riuscita. Era una forma
pacifica di protesta, presente in numerosi paesi, come trovate
descritto sul
sito inglese di Greenpeace e dalla
BBC
fra le notizie del 2002.
Trovate ulteriori dettagli nella mia
piccola indagine antibufala sull'appello di Greenpeace.
Il testo dell'appello
Versione 2002
Diamoci una mano......Abbassiamo il prezzo
della Benzina
Invia a tutti quelli che conosci PER UNA
COSCIENZA NAZIONALE
Oggetto: Benzina : idea ottima, collaboriamo.
Come possiamo abbassare il prezzo della BENZINA
? Se ci mettiamo assieme possiamo veramente fare qualcosa,oppure
vedere la benzina arrivare a 2 euro al litro, vedete voi cosa volete
fare. Una soluzione intelligente ed efficace. Non solo per la
benzina ma Il metodo potrebbe determinare una soluzione per
qualsiasi tipo di prodotto. C'è bisogno di una azione energica ed
aggressiva per far capire alle produttrici di petrolio e derivati
che i CLIENTI sono quelli che controllano il mercato e non i
VENDITORI. L'unico metodo per far abbassare i prezzi della benzina è
attaccare la tasca di chi la produce, e la parte più sensibile,
quindi NON ACQUISTANDO BENZINA DA LORO. E noi possiamo fare questo
senza alcun problema. Come?
Consideriamo che tutti dipendiamo delle nostre
auto, e non possiamo far a meno di acquistare la benzina. Ma
possiamo promuovere un impatto nei prezzi dei combustibili, se tutti
assieme forziamo una guerra di prezzi tra tutti i produttori.
Proprio così. E' così che funziona il mercato. Ecco l'idea: Da oggi
fino alla fine del 2002 non comprare benzina o derivati dalla
principale fornitrice di benzina e derivati di petrolio l'I.P.
Semplice. Se non vendono benzina, per un lungo periodo,
automaticamente ridurranno i prezzi dei propri prodotti, per
ricuperare il mercato. Se IP riduce i prezzi, anche le altre
compagnie dovranno adeguarsi e abbassare anche loro i prezzi. Questo
è assolutamente sicuro, è gia successo molte volte. Per avere una
grossa influenza dobbiamo raggiungere milioni di consumatori. E
questo è veramente semplice di fare !!! Basta al momento di fare
benzina, scegliere un distributore che non sia IP. Fino alla fine
del 2002.
Per raggiungere milioni di persone è semplice:
Io sto inviando questo mail a circa 30 persone. Se ognuno di questi
30 inviano almeno ad altre 10 persone (30x10=300). E questi 300
inviano ad altre 10 facciamo 3000 (300x10 =3000), e così
successivamente, fino a raggiungere sesta generazione di persone
avremo raggiunto 3 MILIONI di persone !!! Se questi tre milioni
passano ad altri 10 sono 300 MILIONI DI PERSONE, molto di più di
tutti gli italiani, IMMAGINATE quanto è forte il nostro potere.
Quanto tempo ci vorrebbe per la campagna ? Questo è tutto. Se ognuno
di noi rispediamo questa mail dopo 1 giorno, tutti i possibili 300
MILIONI di persone sarebbero contattati entro 8 GIORNI !!!
Proprio così. 8 GIORNI !!! Sembra strano che un
semplice mail possa far abbassare il prezzo della benzina MA E'
COSI'!!! PER UNA COSCIENZA NAZIONALE passate questa mail a tutti
quelli che usano la macchina, abbassiamo la benzina. N.B. Negli
USA la benzina costa 0,55 Euro = 1064 LIRE, abbassata a questi
livelli con questo metodo.
Il testo dell'appello
Versione 2003
Siamo venuti a sapere di un'azione comune per
esercitare il nostro potere nei confronti delle compagnie
petrolifere: semplice e geniale! Possiamo far abbassare il
prezzo della benzina ai colossi del petrolio, senza dover rinunciare
ad acquistare benzina !!! Anche se non hai la macchina, per favore
fai circolare il messaggio agli amici. E' un'idea geniale!
Si sente dire che la benzina aumenterà ancora fino a 1.10 euro al
litro. Possiamo far abbassare il prezzo solo se ci muoviamo insieme,
in modo intelligente e solidale. Ecco come.
Posto che l'idea di non comprare la benzina un
determinato giorno ha fatto ridere le compagnie (sanno benissimo
che, per noi, si tratta solo di un pieno...differito, perché alla
fine ne abbiamo bisogno!), c'è un sistema che invece li farà ridere
pochissimo, purché agiamo in tanti. La parola d'ordine è: colpire il
portafoglio delle compagnie senza lederci da soli. I petrolieri e
l'OPEC ci hanno condizionati a credere che un prezzo che varia
tra 0,95 e 1 euro al litro sia un buon prezzo, ma noi possiamo far
loro scoprire che il prezzo conveniente è la metà. Ormai i
consumatori hanno scoperto che possono incidere moltissimo sulle
politiche delle aziende, e basta decidere di usare il potere che
abbiamo. La proposta è che, da qui alla fine dell'anno, non si
compri più benzina delle due più grosse compagnie, SHELL e ESSO, che
peraltro ormai formano una compagnia soltanto. Se non venderanno più
benzina, saranno obbligate a calare i prezzi. Se queste due
compagnie calano i prezzi, le altre dovranno per forza adeguarsi.
Per farcela, però, dobbiamo essere milioni di clienti di Esso e
Shell, in tutto il mondo. Questo messaggio, proveniente dalla
Francia, è stato inviato a una trentina di persone; se ciascuna di
queste aderisce e a sua volta lo trasmette a...diciamo una decina di
amici, siamo a trecento. Se questi fanno altrettanto, siamo a
3000, e così via. Di questo passo, quando questo messaggio sarà
arrivato alla... settima "generazione", vremo raggiunto e informato
trenta milioni di consumatori!
Inviate dunque questo messaggio a dieci
persone, chiedendo loro di fare altrettanto. Abbiamo calcolato che,
se tutti sono abbastanza veloci nell'agire, potremmo sensibilizzare
circa 300 milioni di persone in otto giorni. E' certo che, ad agire
così, non abbiamo niente da perdere, non vi pare ?!
Il testo dell'appello
Versione 2007
Mi sono permesso di mascherare una parolaccia con degli
asterischi per non incappare in qualche filtro di navigazione troppo
zelante.
A T T E N Z I O N E !
Dal Blog di Beppe
Grillo parte un' iniziativa. Provare non costa nulla...
COME AVERE LA BENZINA A META' PREZZO?
Anche se non hai la
macchina, per favore fai circolare il messaggio agli amici. Benzina
a metà prezzo? Diamoci da fare...
Siamo venuti a sapere
di un'azione comune per esercitare il nostro potere nei confronti
delle compagnie petrolifere. Si sente dire che la benzina aumenterà
ancora fino a 1.50 Euro al litro. UNITI possiamo far abbassare il
prezzo muovendoci insieme, in modo intelligente e solidale. Ecco
come.
La parola d'ordine è
"colpire il portafoglio delle compagnie senza lederci da soli".
Posta l'idea che non comprare la benzina in un determinato giorno ha
fatto ridere le compagnie (sanno benissimo che, per noi, si tratta
solo di un pieno differito, perchè alla fine ne abbiamo bisogno!),
c'è un sistema che invece li farà ridere pochissimo, purché si
agisca in tanti. Petrolieri e l'OPEC ci hanno condizionati a credere
che un prezzo che varia da 0,95 e 1 Euro al litro sia un buon
prezzo, ma noi possiamo far loro scoprire che un prezzo ragionevole
anche per loro è circa la metà. I consumatori possono incidere
moltissimo sulle politiche delle aziende; bisogna usare il potere
che abbiamo.
La proposta è che da
qui alla fine dell'anno non si compri più benzina dalle due più
grosse compagnie, SHELL ed ESSO, che peraltro ormai formano un'unica
compagnia. Se non venderanno più benzina (o ne venderanno molta
meno), saranno obbligate a calare i prezzi. Se queste due compagnie
caleranno i prezzi, le altre dovranno per forza adeguarsi. Per
farcela, però dobbiamo essere milioni di non clienti di Esso e Shell,
in tutto il mondo.
Questo messaggio
proviene dalla Francia, è stato inviato ad una trentina di persone;
se ciascuna di queste aderisce e a sua volta lo trasmette a,
diciamo, una decina di amici, siamo a trecento. Se questi fanno
altrettanto, siamo a tremila, e così via. Di questo passo, quando
questo messaggio sarà arrivato alla "settima generazione", avremo
raggiunto e informato 30 milioni di consumatori! Inviate dunque
questo messaggio a dieci persone chiedendo loro di fare altrettanto.
Se tutti sono abbastanza veloci nell'agire, potremmo sensibilizzare
circa trecento milioni di persone in otto giorni! E' certo che, ad
agire così, non abbiamo niente da perdere, non vi pare?
Vaffan***o per un po'
ai bollini e regali e baggianate che ci vincolano a queste
compagnie. Coraggio, diamoci da fare.
PS: copia e incolla
questa mail per mantenerla ordinata e permettere una migliore
lettura!
Datazione e origini
Secondo gli archivi di Google, la prima versione dell'appello
(quella del 2002) circola almeno dal 30 luglio 2002 nei
newsgroup italiani. Le prime segnalazioni della versione 2003 mi
sono arrivate ai primi di marzo 2003. La versione 2007 ha
iniziato a circolare a maggio 2007.
Perché è una bufala
Tralasciando l'italiano decisamente sconnesso di alcune versioni,
la premessa di base di questi appelli è che boicottando una delle
case produttrici si possano ottenere sostanziali ribassi del prezzo
della benzina. Purtroppo la premessa è sbagliata: gran parte
del prezzo alla pompa, infatti, non dipende dai produttori, ma
dal Fisco.
Per esempio, all'epoca della circolazione del primo appello
(2002), sull'euro circa che si pagava per un litro di benzina, al
produttore andavano una trentina di eurocent: il resto era
costituito da tasse (accisa e IVA). Queste, perlomeno, erano le
cifre che avevo trovato presso
Tecnici.it (il link è obsoleto), e che erano dichiarati come
“dati forniti dal Ministero dell'Industria” a novembre 2002. I
prezzi elencati qui sotto sono in euro.
|
Prodotto Petrolifero (dati 2002) |
Prezzo
alla
pompa |
Accisa |
IVA |
Totale
imposte |
Prezzo al
netto delle
imposte |
|
Benzina senza piombo |
1,056 |
0,542 |
0,176 |
0,718 |
0,338 |
|
Gasolio per auto |
0,866 |
0,403 |
0,144 |
0.547 |
0,319 |
|
GPL |
0,545 |
0,157 |
0,091 |
0,248 |
0,297 |
Questi sono invece i dati sulla composizione del prezzo di
benzina, gasolio e GPL a febbraio 2003, quando circolava la versione
2003 del'appello: la fonte, ora obsoleta, era ancora
Tecnici.it. I prezzi sono sempre in euro.
|
Prodotto Petrolifero
(dati 2003) |
al consumo |
accisa |
IVA |
totale
imposte |
al netto
imposte |
|
Benzina
senza piombo |
1,090 |
0,542 |
0,182 |
0,724 |
0,366 |
|
Gasolio
per auto |
0,905 |
0,403 |
0,151 |
0,544 |
0,351 |
|
GPL |
0,579 |
0,157 |
0,096 |
0,253 |
0,326 |
La composizione del prezzo di benzina, gasolio e GPL ad aprile
2007, periodo di circolazione della variante 2007 dell'appello, era
questa, tratta dal sito dell'Osservatorio
prezzi del Ministero dello Sviluppo Economico, che riportava la
Struttura del prezzo medio nazionale dei prodotti petroliferi
aggiornata al 23 aprile 2007 (in euro):
|
Prodotto Petrolifero (dati
2007) |
al consumo |
accisa |
IVA |
totale
imposte |
al netto
imposte |
|
Benzina
senza piombo |
1,280 |
0,564 |
0,213 |
0,777 |
0,502 |
|
Gasolio
per auto |
1,128 |
0,416 |
0,188 |
0,604 |
0,524 |
|
GPL |
0,641 |
0,125 |
0,107 |
0,232 |
0,409 |
Il boicottaggio potrebbe quindi incidere soltanto sugli importi
nell'ultima colonna a destra. E' abbastanza chiaro che quand'anche
benzinai e società petrolifere decidessero di scontare fortemente il
prezzo della benzina, il prezzo al consumo non si dimezzerebbe come
sostiene l'appello.
Insomma, questi appelli al
boicottaggio selettivo dei distributori di benzina sono rivolti al
bersaglio sbagliato. E' il fisco, non l'OPEC, che si mangia gran
parte di quello che paghiamo alla pompa. Ma col fisco non si può
discutere e non si possono fare boicottaggi, per cui questi appelli
si sfogano prendendosela con chi invece c'entra poco: la classica
sindrome del "se la moglie ti rimprovera, dai un calcio al cane".
Non andare a far benzina presso una catena di distributori e farla
invece in un'altra, naturalmente, per il fisco non fa
nessunissima differenza.
In realtà il modo per ridurre
subito la spesa affrontata al distributore c'è, e non richiede
catene di sant'Antonio o improbabili boicottaggi altamente
coordinati. Basta guidare un po' più piano e meno nervosamente,
magari rispettando i limiti di velocità cittadini, visto che il
ciclo urbano di continue brusche accelerazioni e brusche frenate è
quello che fa schizzare verso l'alto i consumi. Rispettare i limiti
di velocità, inoltre, avrebbe anche il non trascurabile effetto
collaterale di ridurre il numero impressionante di morti per
incidenti stradali. Pensateci.
Fra l'altro, il risultato che secondo la versione 2002
dell'appello sarebbe stato ottenuto negli Stati Uniti (55 eurocent)
è inventato di sana pianta. Infatti il prezzo medio nazionale USA
riferito a novembre 2002 (grosso modo l'epoca in cui ha iniziato a
circolare quella versione dell'appello) era $1,44 al gallone (un
gallone vale circa 3,78 litri), pari a 0,38 euro al litro, non 0,55.
La fonte di questo dato è la ABC: purtroppo il
link è ormai obsoleto.
Anche l'affermazione che il prezzo è stato abbassato a questi
livelli con questo metodo è falsa, perché la variazione dei prezzi
non è dovuta a boicottaggi selettivi, ma all'andamento del mercato
petrolifero. Un
documento della Exxon taglia la testa al toro: presenta due
grafici, quello del prezzo del greggio e quello del prezzo alla
pompa in USA, che sono sostanzialmente sovrapponibili, soprattutto
dagli anni Settanta in poi. Quando sale il prezzo del greggio, sale
il prezzo alla pompa. Idem in caso di discesa.

Andamento dei prezzi alla pompa, in dollari
costanti (corretti per l'inflazione). Fonte: Exxonmobil.

In questi articoli si
parla di appelli come quelli di Beppe Grillo, che hanno avuto inizio
on line sn dal 2002, quindi proprio del Grillo non ne è la
proprietà.
Sicuramente bisognerebbe dargli uno sguardo per intero, cliccando
sul link sopra per vedere in maniera grafica e con immagini che qui
sono assenti, come non è vero (e quindi una bufala) che boicottando
l'acquisto di benzina dalla Esso o dalla Agip, il prezzo della
benzina stesso possa calare.
Una cosa fondamentale di cui ancora non ho parlato è il peso che
hanno le accise in Italia sul costo dell'energia e specialmente sul
costo dei carburanti. Ecco una breve spiegazione del perchè noi
paghiamo delle accise (tasse) sul nostro petrolio, che fanno
innalzare e non di poco, il costo del carburante venduto dai
distributori in Italia:
"Nel territorio italiano,
sull'acquisto dei carburanti gravano un insieme di accise, istituite
nel corso degli anni allo scopo di finanziare diverse emergenze.
Alcune di esse, però, risultano talmente anacronistiche (la meno
recente prevede tuttora il finanziamento della guerra di Etiopia del
1935) da suscitare non poche polemiche a riguardo.
L'elenco completo
comprende le seguenti accise:
1,90 lire per il
finanziamento della guerra di Etiopia del 1935;
14 lire per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
10 lire per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963;
10 lire per il finanziamento dell'alluvione di Firenze del 1966;
10 lire per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968;
99 lire per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976;
75 lire per il finanziamento del terremoto dell'Irpinia del 1980;
205 lire per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
22 lire per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
39 lire per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del
2004.
La somma di tali accise evidenzia, pertanto, una tassazione di
485,90 lire (ossia 25 centesimi di euro) per ogni litro di
carburante acquistato.
Avete capito bene? Noi
ogni litro di benzina che acquistiamo, paghiamo 25 centesimi di euro
per finanziare delle emergenze che alcune oramai non si possono
chiamare più tali.
Domanda:
Ma perchè io devo pagare dalle mie tasche 39 centesimi di euro ogni
litro di benzina per il rinnovo del contratto di lavoro degli
autoferrotranvieri del 2004? Datevi e datemi una risposta.
Ora vorrei invece
scrivervi quello che ho notato questa mattina andando a fare benzina
al mio scooter. Ho preso la mia moto è sono andato a fare benzina da
un distributore Agip per poi andare a fare una commissione a 40 km
di distanza.
12 € di pieno a 1.514 €
al litro
Ho preso la moto questa
mattina (24 luglio 2008) e da San Bonifacio (vr) mi sono diretto a
Cerea (vr), per la strada ho incontrato diversi distributori di
gasolio anche della stessa compagnia (AGIP) ma volete sapere la cosa
strana che ho trovato? il prezzo della benzina era diverso da
distributore a distributore.
- San Bonifacio 1.514 €
al litro
- Arcole a pochi km di
distanza 1.541 € al litro
- Legnago a 20 km di
distanza a 1.492 € al litro
- Cerea a 30 km di
distanza a 1.564 € al litro
- Sulla strada che
collega Legnago a Cerea a 1.446 € al litro ma da un diverso gestore.
Ora mi chiedo, ma le
compagnie petrolifere non dovrebbero mantenere lo stesso prezzo per
ogni proprio distributore o forse mi sbaglio io? se cosi non fosse
allora perchè ogni distributore può avere un prezzo diverso l'uno
dall'altro? non è la casa madre che detta il prezzo?
Ci sono molte cose che
ancora non riesco a capire e forse mai le capirò, per questo ho
voluto scrivere questo commento, per cercare di trovare risposte da
ognuno di noi e magari di trovare la risposta giusta per ogni nostra
domanda.
Per finire riporto un
articolo apparso ieri 23 luglio 2008 sul sito
www.wallstreetitalia.com ,spero che possiate capire
qualcos'altro:
IL VERO COSTO DEL GREGGIO?
80 DOLLARI AL BARILE (SENZA SPECULAZIONE)
di WSI - Il Sole 24 Ore
Questo il prezzo dell'oro
nero se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni. Un
38% in meno rispetto all'attuale prezzo che ridarebbe fiato alle
economie dei paesi consumatori.
Il prezzo del greggio sarebbe di circa 80 dollari al barile se non
ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero. Lo
ha indicato Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di
Petroleos Mexicanos, confermando quanto calcolato da alcuni
analisti. Una quotazione di 80 dollari al barile risulterebbe del 38
per cento inferiore al prezzo di chiusura del greggio martedì a New
York e ridarebbe fiato alle economie dei paesi consumatori, fra i
quali gli Stati Uniti.
Il Congresso Usa, da parte sua, studierà questa settimana delle
proposte volte proprio a mettere al bando alcuni aspetti delle
contrattazioni dei derivati petroliferi, che secondo gli Usa hanno
distorto la domanda e contribuito al balzo del 69 percento segnato
dal greggio nell'ultimo anno.
I legislatori Usa stanno considerando fra le altre cose la
possibilità di limitare il numero di contratti che un investitore
può detenere e potrebbero obbligare gli operatori ad un'informativa
più stringente, per ridurre la domanda speculativa rispetto alla
domanda fisica di greggio.
«Gli americani vengono presi per la gola non solo dall'Opec ma anche
dagli speculatori proprio qui nel nostro paese», ha detto il
senatore Ted Stevens, un repubblicano dell'Alaska, riferendosi
all'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio. «Storicamente,
non è stato un grande problema. Solo di recente la speculazione ha
raggiunto livelli insostenibili».
I contratti petroliferi in mano agli investitori sul mercato di New
York sono quasi raddoppiati ad aprile dall'anno prima, secondo la
Commodity Futures Trading Commission, in una fase in cui operatori
quali Goldman Sachs Group Inc. hanno aumentato le scommesse sulle
variazioni di prezzo, esacerbando i rincari del greggio, di cui non
intendono poi prendere fisicamente possesso, dicono i critici, e
tutto ciò a fini esclusivamente di lucro e non di copertura del
rischio"
(potrete trovare questo
ed altri articoli interessanti ai seguenti link citati citati in
questa pagina)
-
http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_i- d=597482
-
http://www.attivissimo.net/antibufala/caro_benzina-
/caro_benzina.htm
-
http://it.wikipedia.org/wiki/Accisa
____________________________________________________________________________________
Qui sotto invece un
ottimo intervento da parte di bastardo_petrov (un utente di una
community su cui ho scritto lo stesso annuncio:
Carissimo, dici molte
cose giuste. Manca però un dato (ad avercelo..) l'unico e vero.
Permetti una premessa:
il prezzo indicato dai Media (complici dei petrolieri a mio avviso)
non è il prezzo del petrolio di oggi, ma quello sui futures.
Ovverosia una scommessa tra due parti (enti, fondi di investimento
singoli individui) di quale sarà il prezzo del petrolio tra sei
mesi. Mi spiego. Io e te facciamo un accordo, ti vendo 100 barili di
greggio a 150 dollari l'uno, ma non oggi a Febbraio. Quindi se a
febbraio del 2009 il greggio è sotto questa cifra io guadagno se è
sopra, guadagni tu. Questo prezzo, palesemente, non può e non
dovrebbe influire sul prezzo alla pompa...magari potrebbe farlo a
Febbraio del 2009 ma non certo ora. Se poi guardiamo un pochino più
sotto scopriamo che ci manca un dato, quello che potrebbe svelare la
grande bufala dell'aumento del petrolio. Il dato in questione è:
QUANTO VIENE PAGATO ALLA PRODUZIONE UN BARILE DI GREGGIO????
Ricordi nei mesi scorsi si era avanzata la proposta, per contrastare
il caro verdure, di esporre accanto al prezzo di vendita quello di
acquisto alla produzione.
Questa sarebbe secondo me l'unica via per abbassare i prezzi.
L'ultima parte del tuo intervento sembra darmi ragione ma non
fornisce il prezzo alla produzione, io da tempo lo cerco on-line ma
senza fortuna.
Prova anche tu e fammi sapere.
Grazie mille per il tuo
intervento.
Marvin |