Home
Foto V M
Caro Petrolio
No al canone RAI

 

 

 

 

 

 

 

 
 
Ricarica Gratis Cellulare Suonerie Polifoniche
 
 
 
 

Ieri sera come tante altre sere ero seduto davanti alla TV che mi guardavo un bel film, il mio Televisore era sintonizzato come poche altre volte sul Lunedì film di RAI UNO e mentre guardavo il film mi chiedevo:
“Perchè dobbiamo pagare il canone RAI?”.
La domanda mi gira per la testa da anni, sin da quando ero ragazzino e guardavo i film in TV con i miei genitori che – anche loro – si chiedevano perchè lo dovevano pagare.

Voi ne sapete il motivo?

Ecco la risposta:
L'obbligo al pagamento del canone di abbonamento alla televisione, secondo quanto disposto dall'Art. 1 del R.D.L. del 21/02/1938 n. 246, sorge a seguito della detenzione di uno o piu' apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualita' o dalla quantita' del relativo utilizzo (Sentenza costituzionale 12/5/1988 n. 535 - Sentenza cassazione 3/8/1993 n.8549).
 

Ora mi chiedo:
perchè rifarsi ad una legge del 1938?


Tante altre reti televisive (Mediaset e La7 per citarne un paio) trasmettono senza l'obbligo di pagare – per noi utenti – nessun canone; una volta si faceva distinzione tra gli ottimi programmi della RAI e quelli meno interessanti delle altre reti, una volta si faceva distinzione tra i programmi della RAI che trasmetteva programmi o film senza interruzione pubblicitara e quelli di altre reti che lo facevano invece con una quantità inverosimile.
Bene, le reti private come Mediaset si difendevano dicendo che senza quella pubblicità – a differenza delle reti RAI per cui si pagava e si paga ancora un canone – loro non riuscivano a sostenersi economicamente.
Giusto direi Io, ma allora perchè ora guardando le reti RAI non trovo nessuna differenza tra il pubblico ed il privato?
Ma se poi è pubblico...perchè io devo pagarne il canone?

Oramai non c'è distinzione di rete, ci sono quelle più interessanti, ci sono quelle che trasmettono le ultime novità cinematografiche, ci sono quelle che trasmettono programmi trash, ci sono quelle che trasmettono informazione, ci sono quelle che trasmettono cultura, ci sono reti e reti, ma allora mi chiedo:
Perchè non c'è più la distinzione di una volta tra reti RAI e reti MEDIASET?

La RAI è diventata molto simile alla MEDIASET, stessi programmi cloni (la Endemol vi dice niente?.), stessa quantità di pubblicità (anzi....ieri sera su RAI UNO sono stato molto disturbato dalla pubblicità che ora è sempre presente anche nei canali RAI), stessa programmazione.....insomma, stessa merda.
 

E' giusto pagare il Canone RAI se tra la RAI stessa e le altre reti televisive non c'è nessuna differenza televisiva?

Nei prossimi giorni sul sito www.faccioquellochevoglio.it verrà pubblicato questo mio articolo con maggiori informazioni, maggiori dettagli e con i link ad altri siti che trattano – magari più approfonditamente – questo problema (se di problema si tratta).
Spero di trovare accoglimento tra i blogger che leggono questo articolo, sperando di poter aiutare in qualsiasi modo le persone che da tempo combattono per l'abolizione del canone RAI.
Avete presente il canone Telecom?
Avete presente i costi di ricarica per cellulari (ed ora forse anche per tutte le schede prepagate con costi aggiuntivi di ricarica quali ricarica internet casa, ricarica canali digitali o satellitari, ecc).
Grazie a persone come Andrea d'Ambra, o persone come Beppe Grillo, tutto questo è possibile.

Aggiornamento su chi deve pagare il canone RAI del 23 luglio 2008

Nel mese di febbraio del 2007, il quotidiano di internet punto-informatico ha pubblicato un articolo molto interessante su come la RAI chieda alla gente di pagare il canone. Da quest' articolo si deduce anche che l' abbonamento va pagato solo se si è in possesso di un televisore o di un pc con scheda TV, quindi non per tutti i dispositivi che possono teoricamente riprodurre il segnale televisivo come avevo affermato in questo post. Inoltre spiega molto bene come difendersi dagli attacchi della radiotelevisione italiana.

Ecco cosa scrive punto informatico:

"Roma - Molti sono gli utenti che si lamentano di aver ricevuto quella che ritengono una comunicazione indebita, una lettera che ormai da molto tempo viene spedita a tanti italiani in cui si intima loro di pagare il canone radiotelevisivo. Ora ADUC segnala che sono migliaia le segnalazioni di chi descrive "metodi intimidatori e talvolta truffaldini con cui la RAI cerca di costringere i cittadini a pagare il canone/tassa anche quando non si è in possesso di un apparecchio tv".

"Secondo la RAI - insiste l'associazione degli utenti e dei consumatori - non è credibile che vi siano cittadini senza la televisione, ma solo cittadini che evadono le tasse". Per informare sulla questione, ADUC ha predisposto una sorta di vademecum con "i metodi più comuni con cui, talvolta, si è anche costretti a pagare malgrado non si possegga la tv".

Ecco di seguito le fattispecie come descritte da ADUC:

I. Visita a domicilio di un funzionario RAI
Questi chiede di entrare in casa per controllare se esistono apparecchi televisivi. Alla fine della visita consegna un cedolino per il pagamento del canone/tassa e chiede una firma per ricevuta. Ma attenzione: quella firma non è per ricevuta del cedolino, ma una vera e propria dichiarazione in cui si ammette di avere una Tv.
Sulla base di questa firma, la RAI intimerà il pagamento del canone, con minaccia di pignoramenti, fermi amministrativi, ecc.

Come difendersi
1. il funzionario RAI non ha alcun diritto di entrare in casa di un privato cittadino. Lo possono fare solo le forze dell'ordine su mandato dell'autorità giudiziaria. Pertanto, si potrà invitare il funzionario RAI ad andarsene. Se insistesse, chiamare il 113.

2. Non firmare MAI tutto cio' che è offerto da un funzionario RAI. Ritirare eventualmente il cedolino, qualora il funzionario insistesse, e farne l'uso che si crede (segnalibro, carta da riciclare, ecc.).

3. Per i cittadini più indignati. Se possibile, invitare un testimone ad assistere alla conversazione con il funzionario. Quando e se chiederà la firma "per ricevuta" del cedolino (nascondendo il fatto che in realtà vi spinge con l'inganno a firmare un'autodichiarazione di colpevolezza), fare un esposto alla Procura della Repubblica (il testimone potrà corroborare questa versione dei fatti).

II. Invio annuale del cedolino per il pagamento del canone/tassa
Per posta, con tanto di lettera intimidatoria, nonostante si sia già inviata in passato una lettera raccomandata (o una diffida) in cui si è dichiarato di non avere la tv. Se ogni anno non si risponde per raccomandata, cominciano ad arrivare lettere della RAI sempre più intimidatorie, come la minaccia di un fermo amministrativo dell'auto se non si paga il canone entro 20 giorni.

Come difendersi
1. Inviare alla RAI la diffida "Non ho la tv e non vi pago"

2. Ogni successiva missiva della RAI, se consegnata per posta ordinaria, puo' essere ignorata.

3. Se vi fosse recapitata una ulteriore richiesta di pagamento del canone/tassa per raccomandata, rispondere subito con una diffida come sopra. In questa sede, formulare anche una richiesta di risarcimento del danno (costi della raccomandata, perdite di tempo, ecc.).

III. La RAI contrattacca
Dopo aver risposto per lettera raccomandata o con una diffida alle richieste di pagamento del canone/tassa, la RAI contrattacca facendo richiesta di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con cui si dovrebbe dichiarare di "non essere in possesso di alcun apparecchio atto od adattabile alla ricezione di programmi televisivi, compresi personal computer, decoder digitali ed altri apparati multimediali".

Come difendersi
1. Prima di tutto, non è necessaria alcuna dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Basta una lettera raccomandata in cui si dichiara di non avere la tv. Quello della RAI è solo un tentativo di sfiancare il cittadino e costringerlo a pagare per stanchezza.

2. Contrariamente a cio' che dice la RAI, il canone/tassa lo si deve pagare solo per il possesso della televisione o di un computer con scheda Tv (ovvero, dove vi sia una scheda che permette l'allaccio diretto dell'antenna tv al computer). Ignorare pertanto la richiesta per il possesso di un computer solo perchè connesso ad internet, di un videofonino, et similia.

3. Se la lettera della RAI è stata recapitata per posta ordinaria, si puo' ignorarla.

4. Se la richiesta dell'atto di notorietà giungesse per raccomandata, rispondere con una diffida."

 
 

Copyright © 2007 - 2008  Faccioquellochevoglio.it -  Tutti i diritti sono riservati.